1 luglio 2026 - “In Lombardia i test genomici sono utilizzati in modo molto ampio all'interno delle Breast Unit, quindi possiamo essere assolutamente soddisfatti rispetto all'obiettivo che volevamo raggiungere: garantire alle nostre pazienti di avere questo ulteriore ausilio diagnostico e prognostico rispetto alla patologia di cui soffrono. Sottolineo l'importanza dell'utilizzo di questo test all'interno delle Breast Unit perché è esattamente in quella sede che può avvenire una discussione multidisciplinare e un uso appropriato del test”. Così Giancarlo Pruneri, direttore del dipartimento di Diagnostica avanzata della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, professore del dipartimento di Oncologia ed emato-oncologia dell’università di Milano, all’incontro ‘Genomics at work: the evolution of the patient journey in early breast cancer’.
“La Lombardia - continua Pruneri - fu la prima regione che valutò necessario il rimborso per questi test e quindi fece queste valutazioni pilota dell'utilizzo dei test all'interno delle Breast Unit. Clinica e scienza, in questo ambito dell'oncologia di precisione, sono un obiettivo comune: uno supporta l'altro - osserva - Il primo obiettivo che cerchiamo di raggiungere è quello di verificare se possiamo utilizzare i test genomici nella biopsia per anticipare il risultato rispetto a quello che è il patient journey all'interno delle nostre istituzioni. Avere un risultato già presente e disponibile per la discussione all'interno della Breast Unit nel team multidisciplinare può essere molto utile - sottolinea l'esperto - sia per la gestione del caso clinico da parte della Breast Unit stessa, sia perché riduce, come abbiamo visto da dati presentati in letteratura, l'ansietà dei pazienti. Conoscere è importante sia per il team che cura il paziente, ma prevalentemente e soprattutto per la paziente: avere la conoscenza dei dati rispetto ai quali viene stabilito un trattamento è fondamentale”.