22 giugno 2026 - In tutto il mondo ogni anno il cancro uccide 10 milioni di persone e si prevede che i nuovi casi aumenteranno dell’80%, a livello globale, entro il 2050. I motivi dell’incremento sono da ricercare nell’invecchiamento generale della popolazione, nelle interazioni con l’ambiente e nei fattori di rischio comportamentali. E’ necessario perciò migliorare la prevenzione dei tumori, anche attraverso esami di screening, oltre che la diagnosi e la cura.
E’ quanto emerge da un documento “Leaders’ call on the fight against cancer” presentata al Vertice G7 che si è tenuto nei giorni scorsi a Évian. L’intesa rafforza il coordinamento tra i Paesi membri e i partner internazionali su prevenzione, ricerca e organizzazione dei sistemi di cura in ambito oncologico, con l’obiettivo di potenziare la risposta globale a una delle principali sfide sanitarie contemporanee. L’iniziativa si inserisce nel lavoro della G7 Cancer Initiative, rete che coinvolge istituzioni scientifiche e organizzazioni oncologiche dei Paesi del G7. Il documento ribadisce anche l’importanza dell’equità nell’accesso alle cure oncologiche. Il G7 evidenzia come, ancora oggi, la possibilità di accedere a diagnosi precoci, centri di eccellenza e terapie innovative non sia uniforme tra i diversi sistemi sanitari. Per affrontare queste disuguaglianze, viene sottolineato il ruolo delle tecnologie digitali, dei modelli organizzativi innovativi e della diffusione delle migliori pratiche cliniche, con l’obiettivo di garantire standard di cura più omogenei e percorsi più rapidi e appropriati per i pazienti.